
E’ un dato di fatto ormai: le agenzie di pubblicità oggi incontrano sempre più crescenti difficoltà nell’aiutare la marca a parlare con i consumatori, che sono diventati meno fedeli al brand e più fiduciosi l’uno nell’altro - a iniziare da amici, familiari e colleghi e anche sconosciuti purché considerati in qualche modo affini. In altre parole i consumatori si rivolgono sempre più alle community e sempre meno ai mass media.
C’è chi sostiene che per invertire tale tendenza, nei prossimi cinque anni le attuali agenzie si trasformeranno in “Connected Agency”: invece di creare messaggi si dedicheranno a nutrire le connessioni con i consumatori.
Emerge infatti un nuovo tipo di media di massa: il 13% della popolazione statunitense (e l’11% di quella europea) è costituita da “creatori di contenuti”. Ciò significa che le community possono ormai trovare dei media che parlano direttamente ai loro interessi di nicchia, creati da altri appartenenti alla comunità stessa. Ma le agenzie classiche sono ancora mentalmente immerse nel mondo dei mass media. E se finora il loro ruolo è stato quello di inventare idee, domani sarà quello di condividerle. Insomma facilitare l’interazione e la conversazione e tradurne i risultati in un posizionamento di brand: facile a dirsi difficile a farsi.
Comunque questo sarà il compito della "Connected Agency", lavorando su due fronti, offendo alle comunità di consumatori gli strumenti per sviluppare connessioni e coinvolgimento. E veicolare informazioni sempre più targettizzate sulle esigenze reali dei fruitori finali.
0 commenti:
Posta un commento