mercoledì 9 aprile 2008

Meno gerarchie e più orizzontalità nel rapporto cliente/agenzia


Stare vicino al cliente e rassicurarlo in un contesto che ha visto le agenzie di pubblicità trasformarsi nel tempo da semplici fornitori a consulenti; non a caso, oggi in molti preferiscono chiamarle imprese di comunicazione.
Ed è proprio in funzione delle nuove esigenze dei clienti e delle loro mutate strategie di comunicazione – molto si gioca infatti sulle capacità di gestire questo rapporto - che le agenzie hanno dovuto ripensare i loro modelli di lavoro, diventando molto più orizzontali e consapevoli del fatto che i clienti pretendono un impegno non di rappresentanza dei vertici delle agenzie – con ovvie ripercussioni sulla struttura, soprattutto quando questa è piccola. In alcuni casi sono emerse nuove figure professionali, in altri si sono invece ampliati o modificati i ruoli già esistenti, in altri ancora si è puntato più sul gioco di squadra che sull’apporto del singolo, con la costituzione di gruppi di lavoro o di business unit dedicati.
Il contributo dell’account, ad esempio, oggi si concretizza spesso in una consulenza che va ben oltre le tradizionali competenze di marketing; così come accanto alle figure tradizionali del copy e dell’art siedono spesso altri professionisti che mettono a disposizione la loro profonda conoscenza dei diversi media e dei relativi linguaggi, per sviluppare progetti creativi sempre più mirati ed efficaci.
L’arrivo poi di nuove tecnologie e di Internet hanno fatto il resto, obbligando le agenzie ad adeguarsi e a confrontarsi con strumenti e strategie del tutto sconosciuti fino a qualche anno fa. Questo ha comportato la creazione di divisioni o di nuove società specializzate nel digitale e nell’online, dove sono confluite tutte quelle professionalità capaci di dare un contributo sia dal punto di vista delle conoscenze tecniche sia da quello dei nuovi linguaggi creativi.

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